Stella di Natale: una pianta che viene da lontano…

La cura della Stella di Natale

Il suo nome botanico è Euphorbia Pulcherrima, ma tutti la conosciamo come Stella di Natale o Poinsettia.

Le origini ci portano lontano, nelle zone semi-desertiche del Messico, dove vive spontaneamente e raggiunge uno sviluppo di oltre 4 metri di altezza.

Le particolari infiorescenze rosse che noi tutti conosciamo, sono in realtà delle foglie trasformate (brattee) che hanno perso la clorofilla e assunto dei pigmenti colorati (rossi, bianchi, rosa). I veri fiori (ciazii), hanno le dimensioni di grani di pepe, sono di colore giallo o verde, e si trovano al centro delle infiorescenze rosse.

La Stella di Natale è adatta alla coltivazione all’interno di abitazioni e scantinati durante l’autunno e l’inverno, mentre in primavera ed estate può essere spostata all’esterno, in luoghi riparati e semi-ombreggiati. Lungo le coste dell’Italia Centro-Meridionale è possibile ammirare bellissimi esemplari coltivati in questo modo.

Se vi hanno regalato o avete acquistato questa pianta, ecco alcuni consigli per la sua cura.

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Euphorbia pulcherrima

LUCE

La Stella di Natale va collocata in una stanza luminosa, ma non dove ricevere sole diretto, quindi non va posizionata dietro le vetrate delle finestre. La temperatura deve essere compresa tra 18 gradi notturni e 21/26 gradi diurni. Si consiglia di non collocare la pianta vicino a caloriferi e fonti di calore in genere, e di tenerla sempre lontana da correnti d’aria fredda.

La pianta non tollera temperature inferiori ai 5-7 gradi, che le causano danni irreparabili.

Alcuni preferiscono tenere la pianta in una stanza con luce soffusa costante (ad esempio con persiane aperte a metà), oppure in locali con luce moderata, in quanto ciò favorisce la colorazione delle brattee.

La Stella di Natale è  infatti una pianta “fotoperiodica” (la fioritura è determinata dalla lunghezza delle ore di luce) e “brevi diurna” (a giorno breve): fiorisce quando la lunghezza del giorno è relativamente corta. Ha bisogno di 14 ore di buio al giorno per un paio di mesi, per stimolare la colorazione delle brattee.

Negli ambienti domestici, questa condizione può essere ottenuta collocando la Stella di Natale, da fine settembre a fine ottobre circa, per 14 ore al giorno, al buio totale (non interrotto nemmeno dalla luce artificiale). La temperatura in questo periodo di induzione alla fioritura, deve essere di poco inferiore a quella normale, sui 16 gradi circa.

A dicembre la pianta va riportata a luce e temperature abituali.

In questo modo la nostra pianta per Natale dovrebbe colorarsi; altrimenti lo farà successivamente, verso febbraio.

IRRIGAZIONE

La Stella di Natale va irrigata quando il terriccio inizia ad asciugare: è meglio un’innaffiatura in meno che una in più. La pianta non tollera i ristagni idrici ed è soggetta ai marciumi radicali, che vanno prevenuti. Per questo, durante l’inverno va annaffiata con parsimonia; in estate le irrigazioni aumentano, in funzione delle temperature esterne, senza mai esagerare.

E’ conveniente utilizzare acqua piovana, in quanto gli eccessi di salinità non giovano al benessere della pianta.

Si consiglia di non inzuppare d’acqua il terreno ed evitare di lasciare acqua nel sottovaso.

Avendo cura della pianta, anche se cadrà fisiologicamente parte del fogliame, sarà possibile assistere in primavera alla ripresa vegetativa con lo sviluppo di gemme e rami teneri.

LA POTATURA

Tra la fine di gennaio e la fine di febbraio occorre effettuare la “cimatura” per favorire l’emissione di nuove branche. Bisogna potare energicamente i rami che hanno fiorito e un pò meno gli altri. Usando forbici sterili, si tagliano i rami a circa 1/3 della loro naturale lunghezza, subito sopra una gemma orientata all’esterno.

Quando, con l’aumento della temperatura, si giunge a valori stabili sui 20 gradi, si colloca la Stella di Natale all’esterno, in posizione a mezz’ombra.

RINVASO

Il rinvaso va effettuato ogni due o tre anni, scegliendo un vaso di alcuni centimetri più grande del precedente. A maggio, in coincidenza con la ripresa vegetativa, si procede all’operazione utilizzando torba bionda come substrato.

Il terriccio ideale è drenante, con buona struttura e porosità; il ph ideale è tra 5,5 e 6,5.

TALEE

Le talee erbacee vanno prelevate da metà luglio a fine agosto dai rami apicali; devono essere lunghe circa 10 centimetri; si piantano per alcuni centimetri di profondità in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali. Le talee si collocano in posizione luminosa ma non al sole diretto; vanno tenute umide fino alla radicazione.

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